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I libri fanno schifo


Il post di oggi vuole essere un tributo ad un blog di programmazione che leggo da tanto tempo, e cerca di essere una traduzione il più fedele possibile di un post del 10 Aprile 2012 dell'encomiabile Jeff Atwood, il mitico programmatore/fondatore dell'indispensabile stackoverflow.com.
I libri fanno schifo? Cosa diavolo stò leggendo su codinghorror.com?
Oltre il salto, la rivelazione!

Libri: Bit vs Atomi

Adoro le parole, ma ammettiamolo: i libri fanno schifo.
Nello specifico: così tante belle idee sono state inesorabilmente intrappolate in strumenti fisici fatti di atomi chiamati libri negli ultimi secoli.
Perché i libri fanno schifo? Lasciatemi enucleare il problema:
  • Sono pesanti.
  • Sono ingombranti.
  • Devono essere stampati.
  • Devono essere archiviati.
  • Devono essere fisicamente spediti su camion e aerei.
  • Non sono sempre disponibili in biblioteca.
  • Potrebbero essere solamente acquistabili in libreria.
  • Sono difficili da trovare.
  • Sono difficili da consultare.
  • Possono essere introvabili.
  • Possono essere troppo costosi.
  • Non sono interattivi.
  • Non possono essere emendati o subire aggiunte.
  • Sono spesso protetti da copyright.
Perché possedere una libreria, se non per tenere una bacheca ove esporre idee intrappolate in stravaganti e antiquati, quanto temporanei cimeli fisici?


I libri non dovrebbero essere celebrati. Le parole, le idee e i concetti dovrebbero essere celebrati. I libri erano necessari alla memorizzazione di queste cose, semplicemente perché non potevamo contenerle in nessun altro modo. Ora possiamo farlo.

Le parole appartengono ad Internet

A rischio di essere ovvio, se il vostro obiettivo è quello di esporre un'idea scritta al maggior numero di esseri umani nel modo più efficiente possibile, non dovreste pubblicare libri composti da alberi morti. Dovreste creare un wiki, un blog, o creare un sito web. Ecco perché l'Enciclopedia Britannica ha ufficialmente smesso di stampare nel 2012, dopo 244 anni. Cercando di stare al passo nella lotta tra carta e Web, l'Enciclopedia Britannica ha perso.
L'Enciclopedia Britannica non poteva stampare tutto: 65.000 argomenti rispetto ai quasi 4 milioni della versione inglese di Wikipedia.
Gli argomenti dovevano essere costantemente ridotti o eliminati per fare spazio a nuove informazioni. Per esempio, la voce del 1911 inerente Oliver Goldsmith è stata scritta niente meno che da Thomas Macaulay, ma con ogni edizione diventava più breve. EB poteva generare conoscenza fintanto che poteva aggiungere conoscenza.
Gli argomenti erano limitati in rettangoli di testo. Questo naturalmente è spesso un modo utile di suddividere il mondo, ma è anche essenzialmente una falsificazione. Il "vedi anche", i tentativi di indici sintetici e le altre glosse e metodi (es: Propædia) aiutavano, ma erano limitate, e difficili da usare.
Per questo motivo le scansioni fatte da Google Books e The Internet Archive sono così importanti: sbloccano la conoscenza intrappolata in tutti quei libri e danno modo al mondo intero di beneficiarne.
Nella ricerca senza fine della comunicazione tra gli uomini, i bit hanno vinto decisamente sugli atomi. Ma i bit non hanno completamente sostituito gli atomi nella pubblicazione, ci vorrà ancora qualche decennio.

Apologia all'e-book

Se Internet è perfettamente adatta ad ospitare un testo stampato con immagini e tabelle, è ancora ben lontana dai bellissimi e complessi layout, e dalla tipografia dei libri moderni. Talvolta il mezzo comunicativo è parte del messaggio. Questo ha portato gli scienziati informatici a creare PostScript e TeX, sistemi di rappresentazione delle pagine stampate in puro codice matematico che possono scalare all'infinito, o alla migliore risoluzione possibile del particolare dispositivo sul quale vengono visualizzate; impacchettandone i contenuti scritti in uno speciale formato capace di preservare i bei layout di testo, originariamente progettati dall'autore.

E' anche giusto affermare che gli scrittori devono essere equamente ricompensati per il loro lavoro. Chiaramente nessuno paga 5 centesimi per vedere una pagina web . Ma c'è un consolidato modello commerciale di "confezionamento" di una serie di scritti affastellati in un formato coerente, chiamato "libro", e questo si che può essere venduto.

Non ci si può affidare ad un Internet sempre disponibile. Cosa succede se non c'è connettività, o se questa è intermittente? Potresti raccogliere periodicamente un gruppo di pagine web correlate e confezionarne in un file. E quel file potrebbe essere contenuto nella memoria locale del computer portatile, del telefonino o di un server in una qualsiasi parte del mondo. I file locali hanno una precostituita e persistente disponibilità offline.

No, Internet non ucciderà il libro. Ma ne cambierà la forma in modo permanente: i libri non sono più pagine di atomi stampate, sono file stampati con bit: gli e-book.

I problemi dei Bit

La strada che dagli atomi conduce ai bit non è facile, e siamo solo all'inizio di questo viaggio. Gli e-book sono di gran lunga più flessibili dei libri stampati, ma portano con essi una serie di compromessi:
  • Hanno sempre bisogno di un dispositivo di lettura.
  • Non possono essere dati in prestito agli amici.
  • Non possono essere rivenduti ad altri.
  • Non possono essere donati alle biblioteche.
  • Possono essere appesantiti da una protezione anti-copia.
  • Possono essere codificati in un formato che il tuo lettore non può capire.
  • Possono rifiutarsi di partire per qualsiasi motivo ritenuto necessario dall'editore.
  • Possono avere layout incompleti, rotti o obsoleti.
  • Possono avere immagini a bassa risoluzione inadatte alla stampa.
  • Possono essere sostanzialmente peggiori da leggere della controparte stampata, se la risoluzione del lettore non è adatta.

Il problema della protezione anti-copia da solo è veramente preoccupante; grazie agli e-book, gli editori hanno un livello di controllo senza precedenti  sul quando, dove e come i loro libri possono essere letti. Nel mondo degli atomi, una volta che il libro viene spedito, l'editore cede tutti i comandi al lettore. Una volta comprato, col libro fisico è possibile fare qualunque cosa: leggerlo, bruciarlo, fotocopiarlo (per uso personale), condividerlo, rivenderlo, prestarlo, donarlo, anche usarlo come arma impropria. Ma nel mondo dei bit, l'editore ha il controllo assoluto del proprio e-book, che non è venduto, ma concesso in "licenza", magari anche solo per dispositivi specifici come un Kindle di Amazon o un iPad della Apple. Possono persino rimuovere in silenzio il loro libro dal dispositivo a loro piacimento.
Nel nuovo mondo degli e-book, gli editori sono inebriati dal loro potere. E onestamente non posso biasimarli. Dopo secoli di impotenza, ora hanno ottenuto un potere quasi totale sul libro da loro pubblicato.

Quanto costano gli e-book?

Si consideri uno dei miei libri preferiti, il classico Don't Make Me Think (ndt: d'ora in avanti DMMT). Quanto costa comprarlo, in formato e-book o in altro modo?

22,88 $ (21,17€)
Amazon stampa usata
13,98 $
Amazon e-book
14,16 $
25,60 $
33,16 $

Fatta eccezione per Amazon, tutti gli e-book sono più costosi della corrispettiva versione cartacea. Questo non ha senso. Come possono i bit della versione digitale, che non richiedono stampa, spedizione, archiviazione fisica, etc essere più costosi rispetto alla controparte fatta di atomi?

Come è fatto un e-book?

Quello che in realtà si finisce per leggere, quando si acquista l'e-book, può variare notevolmente. Qui ci sono le pagine 80 e 81 della mia copia di stampa di DMMT. Ho cercato di scattare una foto del libro, poi mi sono reso conto che è incredibilmente difficile, per un novellino della fotografia come me, scattare una foto decente di due pagine di un libro, così ho finito per farne una scansione manuale.

Se si acquista l'e-book dall'editore, si ottiene un file PDF che sembra basarsi sugli stessi identici dati utilizzati per stampare il libro. Le pagine 80 e 81 sono quasi identiche alla stampa, con i numeri di pagina, piè di pagina, layout e tipografia inalterati. (Alcune differenze minori a pagina 81 sono riconducibili alla versione di stampa che è dalla seconda edizione).

Quando si acquista l'e-book di Amazon, si ottiene un formato proprietario di e-book che contiene ben poco della formattazione originale. Le pagine 80 e 81 sono molto diverse. Le note sono sparite. Il font del titolo e colori dei caratteri, persi. Il layout e la spaziatura si sono perse, e al mio occhio la pagina sembra francamente un po' rotta.


Quando si acquista il libro dalla Apple, si ottiene un altro formato proprietario di e-book. Per fare un confronto, ecco la pagina 3 del DMMT dal PDF dell'editore, che come appurato precedentemente è quasi la stessa della stampa.

Ho scaricato il capitolo di esempio su DMMT da iBook di Apple , e sembra essere una rappresentazione anche peggiore rispetto a quella di Amazon. Oltre a presentare tutti i difetti del formato e-book di Amazon, a pagina 3 il layout è rotto, non ci sono note a piè pagina, mancano i font e i colori del titolo, inoltre qui ci vogliono quattro pagine per leggere la stessa pagina in formato di stampa.

Quindi anche gli e-books fanno schifo?

Con DMMT, ho volutamente scelto un libro che mettesse in risalto il divario residua tra atomi e bit. Ho letto decine di altri e-book su Kindle e iPad; in generale l'esperienza è buona. Per i libri composti unicamente da testo, con un layout semplice, i vari formati di eBook funzionano molto bene. Questa descrizione potrebbe benissimo rappresentare la maggioranza di libri nel mondo. Tutti i formati di e-book gestiscono testo e caratteri di base perfettamente. Ma lo fa anche Internet. Se un e-book non può superare Internet, perde uno dei più forti argomenti a suo favore.

Eppure, nessuna versione di Amazon o Apple del libro DMMT rappresenta un sostituto adeguato della versione stampata. Peggio ancora, non sai nemmeno cosa ti mancherà a meno che non ti scarichi un campione e lo confronti con la versione stampata, come ho fatto io. Questo è deludente, perché parte della gioia di un libro sta nel sapiente confezionamento delle parole al suo interno in modo da formare un'unica esperienza. Se un e-book non può cogliere la sfumatura del layout, almeno al livello di un vecchio canuto PDF, nuovamente, perché preoccuparsi?
Noi lettori, visti gli scarsi vantaggi del passaggio da libri fatti di atomi a e-book fatti di bit, possiamo tranquillamente non preoccuparci per ora. Per rendere il passaggio più vantaggioso, credo che gli editori possano fare due cose:
  1. Dovrebbero rendere gli e-book meno costosi. Dato che non posso prestarli (con rare eccezioni), dato che non posso rivenderli, dato che non posso comprare una copia usata più conveniente, dato che sono costretto a leggerli solo nei lettori "supportati" dagli editori, un e-book ha semplicemente meno utilità e valore per me. In questo momento gli e-book mi consentono minore flessibilità dei libri fisici e quindi hanno un valore minore. Se sono molto più economici da produrre e vendere, il prezzo deve assolutamente riflettere questo fatto. Se posso avere la copia usata di un libro per meno dell'e-book, non vendete. Se posso ottenere una nuova copia di un libro per meno dell'e-book, non vendete e vi mando a quel paese.
  2. Dovrebbero rendere gli e-book una replica quasi perfetta dei libri stampati. Con l'arrivo dell'iPad 3, è finalmente possibile per i lettori di e-book fornire quasi la stessa fedeltà visiva del libro di stampa. Non voglio spendere soldi per un e-book mal formattato, con una brutta resa tipografica e con un layout inferiore all'edizione di stampa. Dammi un e-book che posso potenzialmente tramandare ai miei figli dopo 30 anni con la stessa certezza di un libro stampato, e saprò che non ho perso nulla.
Dato che amo le parole, voglio amare gli e-book. Voglio comprare una marea di e-book. Ma a meno che gli editori non siano disposti a trattare gli e-book con lo stesso rispetto e la stessa cura che danno ai loro libri stampati, sopratutto adeguando i loro prezzi alla nuova coraggiosa economia dei bit (e non ad un antiquata economia degli atomi) saranno destinati a subire la stessa sorte dell'Enciclopedia Britannica.

ndt: un ringraziamento a Jeff Atwood, che ha dato il consenso all'utilizzo del suo post. 

Comments

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